IWA Italy - International Web Association Italia

Roberto Scano , 22/04/2016 07:51

Tags Skills

Ogni anno capita che abbiamo bisogno di assistenza in qualche ambito: dalla pulizia della caldaia, alla sistemazione di un rubinetto gocciolante, alla predisposizione della dichiarazione dei redditi, per estenderci volendo a qualsiasi altra tipologia di servizio (pulizie di casa, spesa a domicilio, ecc.). Come ci si comporta in quel caso? Se non si è in grado di fare tale attività autonomamente ci si rivolge a chi lo fa di mestiere, pagandolo. L'informatica viene invece vista come qualcosa di "tutto è dovuto". Con la tesi secondo cui è facile fare tutto e ci si impiega poco tempo, supportata dal fatto che "ho comprato qualcosa da te e quindi devi garantirmi assistenza a vita, chiaramente a titolo gratuito" (leggenda metropolitana ancora in auge dallo scorso millennio), passa l'idea che svolgere attività consulenziali in ambito informatico sia qualcosa che possono fare tutti e che tutti devono dare gratuitamente. A quanti di voi non è mai capitato l'amico e/o il vicino che vi chiede: "visto che ne capisci, ho un problemino qui nel mio PC. Mi puoi dare qualche dritta?". Mettetevi quindi nei panni di un negoziante che ha già onere di doversi confrontare con i prezzi concorrenziali fatti dai grandi negozi on line, quindi costretto a tenere margini molto bassi (uno dei motivi per cui, nel lontano 2000, abbandonai il settore dell'hardware). Mettetevi ora nei panni del cliente che, con errato modo di ragionare, sceglie l'acquisto di prodotti hardware (telefonia compresa) in negozio anziché on line pensando di avere l'assistenza gratuita a vita. Bene ha fatto quindi una grossa catena, sberleffata in rete da qualche "blogger", a posizionare dei prezzi bene in vista per servizi quali configurazione di programmi, app, trasferimento di dati, ecc. Ha fatto bene perché si stratta di servizi, di tempo che un dipendente dedica ad uno specifico cliente con cui non ha alcun contratto matrimoniale a titolo gratuito. Qui non stiamo parlando di volontariato digitale, stiamo parlando di servizi e competenze nell'erogazione degli stessi. Perché parlo di questo argomento, occupandomi di Web? Perchè lo stesso problema nasce in rete con le professionalità che operano nel Web. Sembra che pure le professioni Web siano erogabili da tutti, chiunque può farsi un sito Web senza bisogno di particolari competenze e (frase sentita più volte), servizi Web sopra i 500 euro sono un furto. Premesso che ci vorrebbero ore per spiegare i benefici che si hanno rivolgendosi a professionisti - in ogni settore - il mio intervento nel blog vuole soltanto porre l'attenzione che la materia informatica (comprensiva quindi del Web e delle sue professionalità) è una materia con specifiche professionalità e che come tali vanno remunerate. Pertanto quando qualcuno che non ha competenza informatica si rivolge a un professionista anche per cose basilari, è doveroso che il professionista venga pagato. Altrimenti c'è l'alternativa di studiare da soli per risolversi i problemi: io l'ho fatto per sistemarmi da solo casa e risparmiare. Esiste il cervello, usalo, è gratis e non devi renderne conto a nessuno. Qualcuno a mio avviso dovrebbe usarlo anche prima di scrivere su argomenti di cui non ha conoscenza.  

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