IWA Italy - International Web Association Italia

Fabrizio Caccavello , 21/11/2011 17:29

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In queste ore si sta evidenziando un problema relativo alle PEC con dominio aziendale del tipo email@pec.dominio.it. Molte aziende infatti hanno preferito attivare un dominio PEC aziendale anziché un indirizzo direttamente attribuibile a uno dei gestori autorizzati. In pratica, anziché attivare il classico indirizzo nomeazienda@pec.it o uno degli altri formati disponibili per i tanti gestori accreditati http://www.digitpa.gov.it/pec_elenco_gestori, sono stati attivati, sempre dagli stessi gestori, indirizzi riconducibili ai domini aziendali del tipo email@pec.dominio.it. Sembra che la CCIAA, nel momento della comunicazione dell'indirizzo del tipo email@pec.dominio.it comunichi che questo tipo di indirizzo non è certificato perché non corrispondente a uno dei domini dei gestori autorizzati qui http://www.digitpa.gov.it/pec_elenco_gestori, mentre invece proprio questi gestori hanno concesso ai singoli clienti la pec del tipo email@pec.dominio.it. In realtà alcune persone mi hanno segnalato che fino a qualche giorno fa questo errore non veniva segnalato e che era possibile inviare indirizzi PEC di ogni tipo. Ora, come dice qualcuno, è possibile anche che l'inadempienza risieda presso i gestori che non hanno comunicato l'elenco dei domini che hanno certificato, questo non ci è ancora dato sapere. In ogni caso, per adesso, l'inadempienza sta anche nella CCIAA che nonostante le richieste di chiarimenti avanzate sia da me personalmente (a nome di IWA) sia da altri colleghi, non hanno ancora risposto. Speriamo che nelle prossime ore si possa chiarire questo problema che potrebbe coinvolgere centinaia, forse migliaia, di aziende. Update: 21/11/2011 22:05 Aggiorno questo post con il commento su Facebook di Raimondo Bruschi  che è un operatore del settore:
A mio parere si sta creando del panico ingiustificato.Premesso che e' evidente che i sistemi sono sovraccaricati, sia di CCIAA che di alcuni operatori PEC, per cui alcune risposte sono solo rumore di fondo dovuti a motivi diversi.E' evidente che la verifica venga effettuata con un controllo del record MX su IP certificabile e l'esistenza del record A nel DNS del dominio di terzo livello, questa dipende anche dal TTL di aggiornamento del dominio (tempo di propagazione)Evadiamo centinaia di domini al giorno (di secondo o terzo livello) o idirizzi PEC su domini certificati) ed i riscontri sui singoli casi spesso sono risultato di:Errata configurazione DNS , due esempi ricorrenti: - pur essendo certificato dell'operatore PEC il dominio non e' propagato) - il contenuto del record MX e' configurato grazie ad un CNAME e non in record A con IPTentativi di deposito d'indirizzi PEC che sono CEC-PACTentativi di deposito di indirizzi PEC su domini errati o non ancora certificati PEC ma solo in ordine di attivazione. Saluti
  Update del 29 novembre 2011 Questo aggiornamento per comunicare che la vicenda delle PEC si chiude con qualche problema. Come avevo già evidenziato in questo articolo la comunicazione dell'attivazione delle PEC alla Camera di Commercio ha incontrato una serie di difficoltà, pertanto in un comunicato ufficiale diramato anche dai soggetti attuatori della PEC, si legge che  "a seguito del grande afflusso di richieste di caselle PEC concentratosi negli ultimi giorni, il Ministero dello Sviluppo Economico, tramite circolare del 25/11, ha chiesto ad Unioncamere di non applicare le sanzioni previste dalla legge per la mancata comunicazione del proprio indirizzo PEC al Registro Imprese entro il 29/11. Qualora non avessi ancora provveduto alla comunicazione della tua casella PEC ti invitiamo a farlo entro e non oltre il 31/12/2011 al fine di non incorrere nell’applicazione delle sanzioni, sospese solo temporaneamente."    

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