IWA Italy - International Web Association Italia

Matteo Brunati , 03/05/2011 11:22

Tags Web Standard

Dopo le discussioni iniziali che avevo riassunto agli inizi dei lavori del gruppo, il 13 e 14 aprile 2011 c'è stato il primo incontro fisico del gruppo di lavoro, nel CWI di Amsterdam. Ne faccio una sintesi, rimandando al post ufficiale del Semantic Web Activity del W3C, scritto da uno dei chair, Guus Schreiber, per il resto dei dettagli: -> RDF Working Group meets face-to-face in Amsterdam Ricordo che per agevolarci, il gruppo di lavoro si è diviso in tre Task Force: una relativa ai grafi e alla relativa terminologia da aggiornare, una dedicata alla creazione della sintassi Turtle ed una a capire come gestire una sintassi JSON su base RDF ed alle problematiche ad essa collegate. L'approfondimento sulle relazioni tra JSON e RDF lo rilancio ad un post pensato proprio in questa chiave, altrimenti non si riesce a chiarire uno degli aspetti più dibattuti e controversi nel gruppo di lavoro.
  • i lavori hanno seguito l'agenda sulle tre Task Forces principali, con una prima sintesi sulle aspettative che è utile viisonare. La modalità di lavoro è stata quella di partire dalle sintesi delle varie Task Forces, che raccoglievano le eventuali problematiche aperte ( gli Issues ), e ne associavano eventuali azioni ( Actions ), attraverso la gestione del Tracker del WG. La discussione per ogni Task Force verteva sull'adesione a questa tecnica, molto pragmatica, per evitare dispersioni e perdite di tempo. Una metodologia davvero portentosa, devo dire.
  • riprendo alcuni elementi degni di nota: la terminologia e relativa grafica per capire cosa si intende per grafo e soprattutto "named graph" tra le raccomandazioni SPARQL, RDF e RDFa. Il risultato è raccolto in questa pagina: Graph Concept Terminology. La discussione è continuata poi sulla comprensione delle conseguenze di questa terminologia nei termini della semantica associata ai grafi RDF, soprattutto in chiave di compatibilità all'indietro, ed in chiave di aggiornamento del documento relativo a RDF Concepts. I temi sulla discussione nata erano tosti: da come si dovrebbe identificare un grafo in risposta alle query SPARQL ai legami emersi rispetto ai lavori sulla Provenance.
  • una discussione ulteriore è emersa sulla definizione di elementi deprecati: alla fine si è raggiunto il consenso attorno al termine "arcaico". E qui il gruppo di lavoro ha prodotto la sua prima risoluzione, relativa al rendere arcaico l'uso di xd:string e consigliando l'uso di "plain literals" In particolare "Mark xs:string as archaic for use in RDF, recommending use of plain literals instead. Recommend that systems silently convert xs:string data to plain literals.". Questa decisione ha creato delle discussioni anche dopo l'evento, nel corso della conference call successiva.
  • questione altri elementi scomodi di RDF: Container vari, rdf alt and rdf bag. Il gruppo è consapevole che ci sono elementi come le liste in RDF che non hanno una semantica definita, e che andrebbero rimpiazzati o completati. Ma sono usati assai, è stato citato il caso di XMP, il formato di metadati ufficiale di Adobe che da diversi anni viene creato ed usato anche da Flickr, tra gli altri. Alla fine la sensazione emersa dalla votazione è che serva un'alternativa valida all'elemento rdf:Seq, ma fino ad allora non si deve rendere arcaici gli elementi Container della specifica.
  • sulla sintassi ufficiale in Turtle i lavori sono quelli in fase più avanzata: si prevede un primo documento entro due mesi, quindi a breve. E' emersa l'importanza di gestire N-Triples come appendice nel documento ufficiale, e come sottoinsieme della sintassi Turtle generale. Ricordo che pur essendo usato da anni, tale linguaggio non è ufficiale per rappresentare RDF, lo è per ora solo la sintassi RDF/XML.
  • questione JSON: aspetti variegati in tale contesto, che rimando ad un ulteriore post di approfondimento. Faccio notare l'importanza di aver elencato esempi di sintassi a partire da un grafo di esempio, e di aver condiviso una matrice che cercasse di delineare i produttori di dati in JSON ed i relativi fornitori, tipicamente il mondo degli sviluppatori Web. La discussione è stata coinvolgente: molto si è detto, anche in mailing-list, sugli approcci basati su oggetti o su triple, e sulle conseguenze di una sintassi JSON pensata su tali modelli mentali. La decisione finale è stata di muoversi su tre direzioni:
    1. usare la sintassi proposta da Talis, RDF JSON come sintassi base da rendere specifica per rendere un grafo RDF completo in JSON
    2. incubare l'idea di creare una sintassi semplice da usare per sviluppatori JSON che vogliano rendersi compatibili in maniera nativa ad RDF, senza doverne conoscere il modello. Guus descrive tale punto in questo modo: "providing a simple JSON object-format which general Web developers can use to expose their data and which subsequently can be consumed by RDF tools". E' ovviamente l'aspetto più complesso, e non solo dal lato tecnico.
    3. creare un ricettario di best practices, sulla base di un documento "Working Note" e non di una raccomandazione ufficiale, che crei maggiore coerenza sull'esposizione di dati già in RDF e quindi a partire da un modello a triple, in un formato JSON condiviso. Le tre esperienze da usare come spunto sono quelle della BBC, quelle relative al New York Times e poi quelle relative alle Linked Open Data API. Su questo mi sto attrezzando per dare un maggior contributo, visto che ho dato disponibilità di essere uno degli editor di tale documento.
In generale iniziare ad entrare nella metodologia della creazione e supporto degli standard Web è una cosa emozionante: capire come il consenso attraverso buone pratiche ed esperienze dirette crea il Web che noi tutti i giorni usiamo è una sensazione bellissima. Da neofita che inizia a comprendere le dinamiche in gioco, che non sono ovviamente solo tecnologiche, è un mondo che inizia a farsi più comprensibile. Da italiano la cosa che colpisce è il profondo senso di pragmatismo anche di fronte a questioni assai complesse, e che coinvolgono aspetti internazionali e aspetti che creano pressioni sulla comunità tecnica che poi utilizza le specifiche. Altra cosa sulla quale riflettere è che le attività di tale gruppo rientrano nella definizione di un RDF 1.1 più che un RDF 2.0, e che i legami con l'ambito social del Web2.0 vengono considerati: Facebook OpenGraph e Twitter a livello di API sono stati nominati nel corso della discussione sul JSON, ad esempio. Ma soprattutto il tema a me caro del Linked Open Data è inserito come quello più caldo per avvicinare i comuni sviluppatori al mondo del Semantic Web. Anche se, ad esempio, ci sono delle verità nascoste: "I went to the UK government hack day, and NOT ONE of the web developers uses any of the RDF on data.gov.uk".
Ivan Herman parlava di come le comunità legate al Semantic Web e quelle legate allo sviluppo su Web siano totalmente scollegate, e che serva cercare di creare ponti e facilitazioni per fare il salto di qualità.
In questo senso è emerso un certo interesse nascente verso il Semantic Web da parte degli sviluppatori Web tradizionali, soprattutto per agevolare il lavoro dietro alla realizzazione di mashup, attraverso il traffico su siti come Semantic Overflow.
Ma su questo tema ci torneremo con un post dedicato, perchè il gruppo di lavoro ha capito che tale sfida a quanto pare non rientra tra le sue attività principali, ma è solo di contorno. Perchè in effetti a partire dagli obiettivi definiti dal Charter, tale esigenza è solo accennata, ma non inserita tra gli obiettivi del WG. Materiale correlato: -> Una foto della sala al CWI di Amsterdam -> New W3C working group to update and extend Resource Description Framework (RDF) -> Tweet summary of 1st W3C F2F RDF 1.1 meeting in Amsterdam

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