IWA Italy - International Web Association Italia

Diego La Monica , 11/12/2020 12:00

Lo scorso Venerdì 23 Ottobre alle ore 11:00, Simonetta Pozzi ha tenuto un webinar dal titolo "Un team building di successo: narrazione e gamification" nell'ambito dell'iniziativa "20 e-venti per il rilancio del digitale" organizzata in occasione del ventennale di IWA Italy.

Le slide presentate dalla relatrice durante il webinar sono disponibili su slideshare.

Segue una sintesi del webinar a cura di Simonetta Pozzi.

Negli ultimi mesi a causa del lockdown abbiamo assistito da una parte alla diffusione dello smart working o lavoro da remoto e dall’altra alla crescita del team working e richiesta di formazione continua. Il coinvolgimento dei collaboratori non può essere dato per scontato in una situazione di distanziamento fisico, ma deve essere costruito giorno per giorno.

Nel supplemento "L’economia" de Il Corriere della Sera di lunedì 19/10/2020 si parla un’indagine conoscitiva del Cuoa Business School sulle competenze condotta su un panel di manager. Al primo posto si colloca il change management, ossia la capacità di cavalcare il cambiamento e non subirlo. Nel grafico proposto nell’articolo troviamo anche il team building e il problem solving, skill che sono diventate importanti per i nostri team.

Se prendiamo in considerazione il modello di apprendimento 70:20:10 sviluppato negli anni ’80 dal Center for Creative Leadership vediamo che solo il 10% può essere ricondotto all’apprendimento formale (aula e docenze frontali), mentre il 90% è apprendimento esperienziale e sociale. Il team building fa parte proprio di questo 90%, perché permette di acquisire competenze e conoscenze attraverso l’esperienza e il gioco.  

Fino a un anno fa abbiamo partecipato o collaborato ad organizzare sessioni di team building per le nostre aziende, eventi outdoor o indoor che ci hanno messo alla prova e divertito. Oggi possiamo ricreare quell’atmosfera di condivisione e partecipazione, quel momento formativo anche a distanza grazie al digitale. Qualche mese fa ho partecipato a un evento dedicato alla cucina organizzato da ITER. Divisi in gruppi abbiamo immaginato di essere una brigata di cucina, di proporre menu per il nostro ristorante e d’indovinare una ricetta misteriosa tramite enigmi e quiz da risolvere. L’obiettivo era ‘fare squadra’ tra persone eterogenee che si erano appena conosciute online. L’esperienza è stata coinvolgente e divertente, tanto che con le mie compagne di brigata abbiamo mantenuto il contatto anche finita l’’avventura di cucina’.

Dobbiamo considerare che l’engagement è strettamente connesso allo storytelling e al game. Tutti noi da bambini abbiamo giocato a ‘Facciamo finta che…’ e ci siamo inventati mondi nei quali eravamo principesse, eroi o guerrieri.  Quando ci immedesimiamo sospendiamo l’incredulità, il giudizio e ci pare che la storia non sia fantasia, ma realtà. Alla base dello storytelling e del game c’è sempre l’emozione. Il gioco non è solo prerogativa dei bambini, ma aiuta anche gli adulti a entrare in un’altra dimensione ed apprendere più facilmente.

Secondo il game designer Victor Manrique i punti di forza della gamification sono:

  1.        motivazione  ingaggia i partecipanti integrando varie leve motivazionali
  2.        diventimento coinvolge rendendo le persone protagoniste di un’esperienza
  3.        felicità riesce ad aumentare il livello di soddisfazione e felicità dell’audience

A questi possiamo aggiungere anche altri 2 plus:

  •        errori (fail to learn). Si impara dagli errori e ci si impegna per superarli.
  •        dinamica interattiva che incentiva l’utente (tramite competizione e rewarding) a “mettersi in gioco”.

 Ricordiamo che la gamification è

Uno strumento che favorisce il passaggio da una società del dover fare a quella del voler fare.’  come ci dice Fabio Viola, game designer noto a livello internazionale.

Come coinvolgere i nostri collaboratori in un game che sia al contempo coinvolgente e formativo? Tre modalità vengono in nostro soccorso:

-           Escape room digitali che sono stanze a tema, dove ci si muove e interagisce tramite codici, enigmi, rompicapo ed indovinelli  in un tempo prestabilito ( 60 minuti).  Fondamentale è la collaborazione tra i giocatori, in quanto spesso  le soluzioni devono essere condivise per trovare i giusti codici. Si possono creare con Google Moduli con una struttura sequenziale fatta di domande, risposte (giuste ed errate) che permettono di arrivare alla soluzione finale e di ThingLink, una piattaforma per creare immagini interattive con link e tag e tour virtuali 360°.

-           Scrittura creativa lavori individuali e poi collettivi, sfruttando le breakout rooms di Zoom. Fondamentale è la fase di debrief per far comprendere le difficoltà incontrate e superate e le dinamiche del gioco.

-           MAPPS® una metodologia di apprendimento organizzativo e facilitazione  che si basa su mappe e sull’approccio metaforico per promuovere dialogo e scambio all’interno dei team.

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