IWA Italy - International Web Association Italia

Diego La Monica , 06/11/2020 12:00

Lo scorso Venerdì 2 Ottobre alle ore 16:00, Roberto Scano ha tenuto un webinar dal titolo "Pubblica amministrazione e digitalizzazione" nell'ambito dell'iniziativa "20 e-venti per il rilancio del digitale" organizzata in occasione del ventennale di IWA Italy.

Le slide presentate dal relatore durante il webinar sono disponibili su slideshare.

Segue una sintesi del webinar a cura di Roberto Scano

A.D. 2020. L’anno in cui “grazie” alla pandemia si è avuta una migrazione forzata dei servizi verso il digitale in ogni settore, compresa la pubblica amministrazione. Ma è andato tutto bene? A che punto siamo?

Per rispondere alla domanda dobbiamo partire dalle origini e dalla considerazione che ha il cittadino verso la PA. Chi di noi vedendo un carrello di faldoni di carta non ha mai pensato a quanto arretrata possa essere una gestione pubblica basata su carta tradizionale? Dover cercare documenti, fare fotocopie per poter avere qualcosa in mano, è una visione classica del pessimo stato di salute della nostra PA.

Se scorriamo la filmografia degli ultimi 45 anni, scopriamo – ma non deve essere consolatorio – che in moltissimi film vi è la citazione delle problematiche della PA. A partire dal 1974, anno in cui viene trasmesso per la prima volta il film di animazione “Le dodici fatiche di Asterix” (film francese) in cui tra le prove che devono superare i due protagonisti (Asterix e Obelix) vi è l’ottava prova “la casa che rende folli”: l’obiettivo è ottenere un lasciapassare (A-38) recuperando prima una miriade di formulari intermedi. Andando avanti con gli anni, nel 1984 un film americano a me molto caro, Ghostbusters, uno dei protagonisti fa presente al collega – dopo esser stati licenziati da una struttura pubblica – che potevano si lavorare nel privato ma il privato a differenza del pubblico pretende risultati. Avanzando con gli anni arriviamo al 2016, sempre un film americano “Zootropolis” per rappresentare la lentezza nel settore pubblico ha rappresentato un dipendente dell’ufficio postale con un bradipo chiamato Flash, con una pantomima che si focalizza proprio sulla lentezza.

Come già detto questo considerare la PA qualcosa di lento, obsoleto, non produttivo in tutto il mondo non deve però farci deprimere. Dal 2005 in Italia abbiamo una norma, chiamata per semplicità Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) che sancisce una serie di diritti e doveri rispettivamente per il cittadino e per la PA. Molti di questi diritti non ci sono ancora a tutt’oggi oppure sono stati “creati” di recente come il diritto di effettuare i pagamenti in formato digitale.

Nell’evoluzione della PA digitale, si è passati dalla strategia per la crescita digitale (2014-2015), passando per un modello strategico (2016) sino ad arrivare al Piano Triennale (dal 2017). Il Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione (Piano Triennale o Piano) è uno strumento essenziale per promuovere la trasformazione digitale del Paese e, in particolare, quella della Pubblica Amministrazione italiana. Il Piano Triennale 2020-2022 rappresenta la naturale evoluzione dei due Piani precedenti. Laddove la prima edizione poneva l’accento sull'introduzione del Modello strategico dell’informatica nella PA e la seconda edizione si proponeva di dettagliare l’implementazione del modello, il nuovo Piano si focalizza sulla realizzazione delle azioni previste.

Ci si scontra però con la quotidianità: siti web che interrompono i servizi on line nei week-end o dopo le 18.00 dei giorni lavorativi, servizi che si “piantano” perché non riescono a gestire la mole di utenti connessa (dal sito INPS ai siti dei cosiddetti “click day”), così come con siti web che non si sono ancora adeguati alle forme di accesso e riconoscimento tramite SPID e tramite CNS.

E il COVID-19, che problemi ha creato per la PA digitale? In primis, un obbligo di andare on line con tutto il
possibile, senza se e senza ma. Ma con una serie di problemi:

  • Scelte affrettate e spesso non adeguate
  • Esclusione di utenti (anziani, persone con disabilità)
  • Sviluppo di servizi on line con burocrazia offline
  • Assenza di autenticazione con SPID / CIE
  • Smart working con diminuzione servizi

Nel frattempo, arriveranno diversi nuovi adempimenti per il 2021, senza considerare quelli non ancora soddisfatti del 2020. Il tema dell’accessibilità, ad esempio, da parte delle persone con disabilità.

La domanda con cui concludo è: il COVID-19 ha insegnato qualcosa oppure siamo sempre fermi all’eccezionalità nella speranza di tornare come prima, alla burocrazia “off line”?

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