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Le Biblioteche Digitali

Permalink | A cura di admin | lunedì 21 aprile 2003

Nello sviluppo del Web ha trovato collocazione la “speranza”, un tempo utopica, di poter costituire la “Biblioteca Digitale”, una biblioteca cioè avulsa da confini fisici e geografici.
Per biblioteca digitale viene intesa sostanzialmente una banca dati nella quale siano fruibili, in modo organizzato, i testi integrali di opere esistenti. Ed è veramente incredibile come questa cosa affascini tutti, dal ricercatore al lettore più comune.
Nel corso di questi ultimi trent’anni sono sorti, in tutto il mondo, molti progetti per la digitalizzazione di testi e per la loro reperibilità in rete. Certo i problemi sono molti, dal modo “fisico” con cui un testo viene acquisito, al formato nel quale viene messo a disposizione; il primo progetto di biblioteca digitale è stato il “Progetto Gutenberg“.

Nel 1971 Michael Hart, venuto a conoscenza delle enormi potenzialità del mainframe allora esistente presso l’Università dell’Illinois, capì che poteva essere un gigantesco “contenitore” per conservare e condividere a livello planetario il patrimonio culturale esistente. Costituì così il “Progetto Gutemberg”, in onore all’inventore del libro a stampa, con l’obiettivo di inserire diecimila titoli entro l’anno 2001.
Il primo testo fu la “Dichiarazione di indipendenza” degli Stati Uniti, digitata manualmente dallo stesso Hart, cosa che ci fa ricordare i primi “amanuensi”, i copisti che riuscirono a tramandare nei secoli opere importanti che altrimenti sarebbero scomparse.
In breve tempo e in modo spontaneo per mano di centinaia di volontari che aderirono al “gioco” da tutto il mondo, il progetto Gutemberg si ampliò, finanziato in parte fino al 1996 da alcune università.
L’obiettivo primario non è stato raggiunto, ma attualmente nella banca dati si possono contare circa tremila testi, con un incremento di quasi quaranta opere al mese. E’ ormai la piu’ importante biblioteca di testi elettronici esistente; e tutti fruibili gratuitamente, essendo una struttura basata soltanto sul volontariato.

Il fondo più importante è costituito da testi in lingua inglese, quasi tutti di letteratura classica angloamericana, ma di recente sono state inserite opere in tutte le altre lingue (si trova anche la Divina Commedia). Le opere immesse sono generalmente anteriori al 1923, e comunque quelle non soggette al Copyright. I testi inoltre sono soltanto in versione integrale: non vi sono perciò riduzioni o testi commentati, per poter dare la massima affidabilità al servizio.
Nel sito del progetto (http://www.gutenberg.net ), ma vi sono molti mirror in giro per il mondo e viene anche prodotto un CD-ROM, si possono cercare le opere nel catalogo per autore e titolo. Quando si trova il testo cercato, questo può essere scaricato come file compresso. Per essere informati sui nuovi titoli e sulle problematiche che gravitano attorno al progetto, esistono una mailing list e un newsgroup.

Per poter essere utilizzati da tutte le piattaforme, i testi sono inseriti in formato ASCII (Plain Vanilla Text), perché è stato considerato, finora, l’unico formato universale. Il testo è formattato con 70 caratteri per linea.

Ultimamente, grazie al contributo dell’HWG (HTML Writer Guild, di recente fusa con l’IWA), si è iniziata una graduale trasformazione del database, marcando i testi in XML. L’HWG esorta i suoi iscritti a scegliere dei testi del database e a “tradurli” in XML. Questo, come afferma la stessa associazione, per lasciare un regalo alle future generazioni.

Il dibattito sul formato, infatti, è in continua evoluzione, ma la base comune è l’assoluta indipendenza dall’hardware, dal software, e dalla sua elaborazione finale.
I vari progetti hanno seguito strade diverse tra loro, ma l’indirizzo generale è un orientamento verso lo SGML (Standard Generalized Markup Language), che più risponde alle esigenze, e più precisamente verso un suo sottoinsieme, l’XML (Extensible Markup Language) che permette con flessibilità la gestione dei metadati. L’XML, fondalmentamente, da’ la possibilità di gestire fonti multiple di dati, separando il contenuto dalle istruzioni.

Vi sono svariati progetti similari, alcuni dei quali dedicati soltanto alla lingua italiana come il “Progetto Manuzio”, ma ne parleremo in futuro.

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