Biblioteche digitali in Italia /1
| A cura di admin | mercoledì 8 maggio 2002
Le biblioteche digitali o, per dirla in modo un po’ obsoleto, le biblioteche telematiche, stanno crescendo a vista d’occhio in tutto il pianeta.
Non si tratta di una sorta di concorrenza tra il testo a stampa e il testo elettronico, ma di un reciproco affiancamento, in special modo diretto allo studio ed alla diffusione della cultura. La Divina Commedia, ad esempio, diventa un file in formato testo che occupa un quarto di un dischetto: quale metodo più comodo per il trasferimento, la riproduzione e lo stoccaggio a costo zero di simili opere?
l’Italia si è dimostrata molto sensibile in questo campo, con il nascere di variegate iniziative in merito.
Tra i capostipiti del settore vi è senz’altro il Progetto Manuzio intestato all’editore, Aldo Manuzio, che nel 1500 mise a punto l’invenzione della stampa e che fece dell’Italia la punta di diamante del settore. Tra molte altre cose Manuzio inventò il carattere corsivo, ancora oggi chiamato Italico negli altri paesi.
Nato nel 1993 con un gruppo di ragazzi amanti della letteratura ma anche appassionati di informatica e supportato dall’Associazione Liber Liber, creata ad hoc per questo, il Progetto Manuzio ha lo scopo di fornire una biblioteca digitale che sia accessibile a tutti e (come nello spirito degli altri progetti simili) assolutamente gratuita.
La base dati è composta in gran parte da testi di letteratura italiana, tra classici e moderni, ma anche da articoli, tesi e racconti. Dai “Malavoglia” di Verga alla “Divina Commedia”, dagli articoli di Umberto Eco alle “Rime” di Veronica Franco, si può trovare oggi una parte consistente del patrimonio letterario italiano. Ultimamente è stata completata l’immissione della Bibbia, per la quale è in corso una richiesta di illustratori.
I collaboratori sono tutti ovviamente dei volontari, la maggior parte laureandi in italianistica di tutto il mondo, ma anche dei professori universitari o semplicemente delle persone che credono nel progetto.
Vengono inserite soltanto quelle opere che non hanno più alcun tipo di copyright o che hanno una specifica autorizzazione alla diffusione.
Ad ogni opera viene affiancato una scheda dell’autore ed un file (info.txt) contenente tutte le metainformazioni che la riguardano: autore, data della pubblicazione, edizione, eventuali diritti, affidabilità del testo, nome di chi l’ha digitalizzata, ecc.
I testi vengono acquisiti tramite scanner e OCR (riconoscimento automatizzato dei caratteri), oppure copiati a mano, o addirittura forniti direttamente dagli editori.
Le opere si possono poi consultare direttamente in Internet in formato HTML oppure scaricarle (compresse) nei formati HTML, RTF o TXT (ma anche in PDF o Word).
Il set di caratteri è ISO Latin 1 (ISO 8859-1) che crea dei problemi di visualizzazione con i caratteri speciali (lettere accentate e simili) agli utenti di MS-DOS; gli organizzatori di Liber Liber hanno pensato anche a questo, con la possibilità di scaricare (sempre gratuitamente) un programmino di aiuto.
Non vi sono inoltre vincoli sulla copia e la diffusione dei testi stessi, purchè non siano modificati.
Attualmente il catalogo è consultabile per autori e per titoli, e si può conoscere anche l’elenco dei testi in lavorazione.
La base dati, che ora conta più di cinquecento milioni di caratteri, è ospitata dal server dall’Università Statale di Milano, ed ha parecchi mirror in tutta Italia.





