Gli OPAC/1
Fino a poco tempo fa per effettuare delle ricerche bibliografiche era necessario recarsi fisicamente nelle varie biblioteche e consultare i loro cataloghi, cosa molto dispendiosa e non sempre attuabile.
Le potenzialità di Internet hanno però rivoluzionato il concetto di catalogo fisico, ubicato in questa o in quella città: le biblioteche sono finalmente uscite, virtualmente, dalle loro sedi e sono sbarcate nella Rete, rendendo accessibili i loro cataloghi tramite gli OPAC.
Un OPAC (On-line Public Access Catalog) è un programma, accessibile dalla Rete, che trova e manipola le informazioni che le biblioteche hanno a disposizione in formato digitale.
In pratica l’OPAC, attraverso delle funzioni di interrogazione più o meno sofisticate, accede ad una banca dati che contiene una serie di informazioni bibliografiche. Per informazioni bibliografiche si intendono le descrizioni delle opere.
Queste informazioni sono registrate sotto forma di records, i quali sono organizzati in campi, contenenti le suddivisioni dell’informazione stessa (generalmente: autore, titolo, edizione, pubblicazione, descrizione fisica (o collazione), collezione, soggetto, classificazione, lingua, paese, titolo collegati, collocazione).
Per interrogare un OPAC l’utente deve inserire delle parole nel campo interessato, ad esempio “Alighieri” nel campo “Autore” oppure “Divina commedia” nel campo “Titolo“, e così via. L’OPAC restituirà tutte le informazioni trovate sotto forma di elenchi di descrizioni, o elenchi di informazioni parziali, e poter vedere le informazioni complete in un secondo momento.
Generalmente esiste anche un campo nominato “Tutti i campi“: le parole inserite verranno cercate in tutti i campi esistenti. Questa è una funzione molto potente e si usa quando non si ricorda con esattezza un titolo oppure quando si fa una ricerca ad ampio raggio. Naturalmente in una ricerca di questo tipo vi sarà molto “rumore” nella risposta, ma a questo si potrà ovviare tramite la funzione di raffinamento, presente in quasi tutti gli OPAC.
In ogni caso non conviene mai inserire molti dati contemporaneamente nella richiesta, perchè stringono troppo la ricerca.
La maggioranza degli OPAC non vede differenze tra le parole digitate in minuscolo o in maiuscolo, e supporta le ricerche per troncamento e con gli operatori booleiani.
Questi operatori mettono in relazione più parole, anche di campi diversi, tra loro secondo una sequenza logica e si possono combinare in sequenze simili ad operazioni matematiche. I più usati sono: AND (e), OR (oppure), NOT (non), ADJ (adiacente nell’ordine dato), NEAR (adiacente in qualsiasi ordine). L’operatore di default è generalmente l’AND.
Ecco qualche esempio di ricerca:
Autore= Antonio AND Rossi
Autore= (Antonio AND Rossi) NOT Paolo
Titolo= studi AND inquinamento
Titolo= studi AND inquinamento AND (Europa NOT Italia)
Titolo= enciclopedia AND arte AND Editore= Einaudi
Quanto più vasta sarà la base dati, tanto più gli operatori booleiani saranno utili.
L’uso degli OPAC è molto intuitivo e, a tutt’oggi, si è cercato di renderli più possibile “user-friendly”.
C’è un’altra famiglia di OPAC: come in Internet esistono i metamotori, cioè dei motori di ricerca che eseguono delle ricerche contemporanee su più motori di ricerca, così esistono anche i MetaOPAC, cioè degli OPAC che possono fare ricerche contemporanee su più OPAC diversi.
Il metodo di ricerca è lo stesso di un normale OPAC, in più c’è soltanto l’opzione di scelta (generalmente in un elenco di basi dati) su quali biblioteche cercare.
A volte (proprio come nei MetaMotori) le risposte possono non essere completamente esaustive, per problemi in qualche pezzo della Rete o a causa dei time-out propri di qualche OPAC. In questo caso conviene rifare la ricerca.
Ormai ogni grossa biblioteca ha il proprio OPAC o MetaOPAC, ecco qualche sempio:
In Italia:
Nel mondo:
MetaOPAC:
Esistono in Rete vari repertori di OPAC nazionali ed internazionali; ne cito due, costantemente aggiornati, altri saranno immessi nel settore Risorse Utili di questa sezione:


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