Certificazione di Qualità

Stiamo assistendo armai da molti mesi alla crescita esponenziale di siti web che offrono beni e servizi direttamente on-line (e-commerce), e questo comporta la crescita di confusione da parte dei consumatori che si trovano a dover scegliere tra una serie di offerte molto diverse tra loro, anche nello stesso settore merceologico. Di conseguenza si pone il problema della fiducia da parte dell’utente.

Lo scopo della certificazione per i fornitori on-line è innanzitutto accrescere la fiducia dei consumatori nei confronti del commercio elettronico, attraverso appunto, procedure e criteri certificati.

La certificazione per l’e-commerce è indicata a chiunque offra servizi e beni attraverso la rete, e che soprattutto concluda i contratti direttamente on-line. La certificazione è indicata anche per quelle attività che non svolgono direttamente transazioni commerciali elettroniche, ma che offrono servizi di informazione o promozione attraverso un proprio sito web.

Di solito gli organismi di certificazione rilasciano specifiche per i siti web dedicati al b2c ed anche nel b2b, applicando all’interno del loro sito il marchio del certificatore. Le specifiche si basano su requisiti minimi che i siti web devono rispettare:

1) Il fornitore deve essere sempre riconoscibile dall’utente, e deve essere autorizzato all’attività di commercio dalle disposizioni vigenti.
2) Deve dare informazioni complete sui prodotti e/o servizi che offre, sul prezzo e sulle condizioni di consegna ed eventuale resa, indicando i sistemi di consegna e le loro condizioni.
3) Deve indicare le condizioni per il risarcimento del cliente nel caso di restituzione della merce.
4) Si impegna a dare al cliente la possibilità di controllare l’ordine prima di emetterlo definitivamente e soprattutto di abbandonare il sito senza effettuare alcun ordine, e per quanto riguarda il b2b si deve segnalare la modalità di fatturazione e di pagamento.
5) Per quanto riguarda il trattamento dei dati personali, il fornitore deve garantire il rispetto della privacy e segnalare al cliente quali dati verranno conservati e indicare il nome del responsabile al trattamento degli stessi.
6) Il fornitore inoltre si impegna a fornire garanzie di sicurezza per quanto concerne i pagamenti telematici, indicando le modalità di trasferimento della valuta e se affidate ad operatori certificati a tali transazioni (istituti di credito o altro operatore dotato di certificazione della sicurezza dei protocolli utilizzati). Vedi articolo sui sistemi di pagamento
7) Inoltre è buona norma attenersi alle regole del “buon commercio”, ovvero informazioni reali sui prodotti/servizi, assenza di pubblicità ingannevole, difesa dei minori, lasciare piena libertà di navigazione all’interno del sito al cliente.
8) Il fornitore che vuole certificarsi deve accettare i reclami del cliente, il quale deve poterlo fare direttamente ad un indirizzo fisico o telefonico con operatore che risponda ai reclami, e non ad una segreteria telefonica.

Una volta ammessi nel circuito dei siti web certificati al commercio elettronico, gli organismi di certificazione controlleranno periodicamente che questi principi vengano applicati con continuità. In caso di mancato rispetto dei requisiti minimi, di norma la certificazione viene revocata.

E’ facilmente intuibile che moltissimi siti web di commercio elettronico oggi presenti in rete, non potranno ottenere una certificazione, quindi questo porterà ad una selezione “naturale” che avvantaggerà sempre di più i cosumatori, i quali avranno sempre maggiore fiducia nell’acquistare attraverso il mezzo telematico.

Lino Mari
www.ebow.it